David non mi ha mai usata, mi ha solo inculata

…….Quella puttanella poteva aver fatto danni anche seri. Danzi ricordava i tempi di Xiamen, quando volgeva lo sguardo ad un mare sempre calmo in giornate sempre splendide; le spiagge erano assolate tutti i giorni ma per Danzi erano tristi e vuote. A quel tempo non conosceva ancora le chat senza registrazione. Non erano bastati tutti i litri di Whisky che si era bevuto, tutte le puttane che si era scopato e neppure la vicinanza di una amica che soffriva dello stesso male, conosciuta finalmente grazie a chat senza registrazione. Occhi grandi e blu, come il blu del mare di Xiamen, che non è mai proprio completamente blu; era bella e si faceva inculare tutte le sere. Se ne veniva strillando come una cagna mentre prendeva a fondo il cazzo di Danzi nella figa spellacchiata. Poi, dopo aver cazzeggiato ancora un po’ con chat senza registrazione  lui si cavava il preservativo e iniziava a spalmarle l’umettante attorno al buco del culo. Piano piano, mentre il respiro gli si accorciava e la cappella gli si gonfiava. Sempre piano lo appoggiava sul centro del buchino stretto di quel gran sedere siberiano e aspettava il momento in cui fosse richiamato dall’interno. Un piccolo urlo di sorpreso e ipocrita spavento da lei e poi si rilassava. Respirava profondamente e con ritmo, (qualche sua amica le aveva detto di fare così mentre erano in chat senza registrazione) respirava e tirava dentro il cazzo fino in fondo e poi ne voleva di più e lo diceva. Osvaldo, diceva, ne voglio di più, ne voglio di più. Osvaldo guardava l’immagine del culone aperto di lei riflessa nel vetro della finestra chiusa al suo fianco destro; immaginava che Angela fosse lì a guardarli mentre lui infilava con perizia due metri di cazzo gonfio nel centro di quelle due chiappe bianche spaccate a metà da un buco di culo oramai spanato. Lei guardava e lui diceva: “guarda troia, mica scherziamo, mica facciamo per finta noi, ci siamo rimorchiati in chat senza registrazione e ora stiamo inculando a fondo, seriamente e molto a fondo.” Sospendendo il cazzo dentro, ma quando proprio era tutto dentro, ripeteva: “guarda puttana, guarda bene” e lasciava che Angela guardasse, che si eccitasse a sua volta e si inacidisse di umida gelosia. Angela era gelosissima. anche delle femmine di chat senza registrazione.

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About VergineCertificata

Ivana Giacomello, giornalista e avvocato, laureata in Scienze Economiche Restrittive, con lode, alla Bocchini-Bocconi, con specializzazione in PADRVE (Politiche Austere e Diete Rigorosissime Ventennali) che le ha consentito anche di ottenere il prestigioso titolo onorifico Magna-Carta, in mancanza di polenta, dall'IMF (Impegno Mondiale per la Frugalità); laureata a soli 19 anni, ancora Vergine, Ivana Giacomello si è guadagnata il titolo di Vergine Certificata, che ancora conserva con orgoglio e con il quale firma tutti i suoi articoli e che ha mantenuto anche dopo aver dato alla luce due idioti, figli di padre ignoto; il miracolo si è ripetuto, esattamente come era capitato a quel tale figlio di falegnami che, stando alle favole religiose, tutte, perché sono tutte uguali, è stato prodotto da una vergine, da una donna che praticava esclusivamente sesso anale da quando, giovanissima, aveva iniziato a far sparire cazzi col culo all'insaputa dei familiari e dei colleghi di lavoro. Presso gli archivi della Guardia di finanza e di altri organi di polizia giudiziaria, come pure presso tutte le agenzie di spionaggio e l'ufficio politico, Ivana Giacomello, grande succhiatrice di pisello, era anche nota anche come "Ivana la puttana" e "Ivana Gran Puttana", alla quale non era dato l'uso della lingua italiana. Grazie alla superficialità con la quale faceva le sue indagini giornalistiche e alle sue patetiche competenze linguistiche, Ivana aveva un trafiletto fisso su una rubrica del Corriere della sega, presso il quale si era trovata ad ammirare un altro giornalista semi-analfabeta: Beppe Sederini, al quale aveva anche fatto parecchi pompini. E fu proprio per lui che la Giacomello, per noi, affettuosamente, Vergine Certificata, sempre e soltanto inculata, scrisse le famose "sedici regole per i succhiatori" che lo stesso Sederini enunciò, senza richiesta né invito da parte di nessuno, nella conferenza ai succhiatori della Commissione Europea. Ispirato al Montanelli, che dai tempi di Mussolini era sempre stato un opportunista per difetto naturale d'animo, Beppe Sederini si lasciò proferire la seguente sequela di inutili ovvietà, pensando che qualcuno potesse veramente essere interessato al suo inutile e sfarfallante "pensiero": 1) Avere qualcosa da succhiare 2) Succhiarlo 3) Leccarlo brevemente 4) Non tirarlo (semmai, accarezzare la parte pendente e arricciata sotto) 5) Farlo restare diritto e chiaro 6) Farlo venire subito 7) Leccare lo scroto in modo interessante 8) Usare il dito italiano (infilarlo nell'ano) 9) Non calpestare i coglioni (quelli vanno solo leccati) 10) Non gettare mozziconi dal finestrino 11) Non Spegnere le luci, vale la pena di fare video e foto 12) In caso di nebbia, accendere gli antinebbia 13) Non sprecare neanche una goccia 14) Accogliere gli spruzzi e gli schizzi 15) In vista di grandi eiaculate, rallentare (ma bere a garganella) 16) Evitare i morsi alla cappella.
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