Inculate. Se non si prova a farsi inculare non si comprenderà mai fino in fondo l’arte del sesso anale. Dopo aver visto i video transessuali sensuali con la nipotina di 15 anni, Giorgio Reali decise che il lavoro lo poteva anche rimandare a dopodomani.
Quindi invitò Marcella sua nipote a far venire in camera i due travestiti giapponesi per provare a fare qualche giochino sexi simile ai pompini che aveva visto nei video trans di poco prima. Quello che non si aspettava a 52 anni era di scoprire, non vedendo i video trans, piuttosto facendo un video trans di persona assieme a Marcellina che girava con la videocamera la sua prima inculata, di scoprire che gli piaceva farsi inculare anche più di quanto non gli piacesse inculare. Certo, vedendo bene i video trans, non si può intuire quanto sia bello. Però a lui piacque da subito; nei video, i trans parevano inculare e farsi inculare senza problemi, in realtà, a differenza che nei video trans, Giorgio pensava che potesse fargli male il buco del culo. E invece non sentì alcun male, solo piacere. Il trans, non come nel video trans, gli appoggiò diverse volte la cappella sull’orifizio anale, al centro del buco del culo; gli picchiettava il buchetto con il suo cazzo ben duro ed era anche un bel pene grosso; picchiettava e spingeva come per gioco, Reali lo lasciava fare, tanto mica pensava che volesse infilarglielo dentro nel culo, credeva volesse solo stimolarlo. E, invece, tutto d’un tratto, si ritrovò, senza nemmeno accorgersene, mezzo metro di cazzo infilato su per il buco del culo; era un pene grosso, ma non era affatto male. Si fece inculare con questo andazzo da video trans per un bel po’, mentre leccava il cazzo all’altro trans che gli sborrava in bocca quasi subito. Non era proprio come si vede nei video trans, questa volta era molto più sexy. Si sentiva prendere, come fosse stato una donna, si sentiva prendere da un’altra donna che però aveva un pene lungo e grosso al posto della figa. Attorno al buco del culo ci sono dei nervetti e delle terminazioni nervose che possono far eccitare fino all’esasperazione il cazzo di un dirigente giubilato. Sentì un po’ di malessere al pensiero di aver scoperto certi piaceri in tarda età; tuttavia, non volle perdersi la sborrata del trans che lo stava inculando. Si fece inculare e lo guardava per fargli capire cosa pensava; l’altro capì al volo; non ci fu bisogno di dire nulla; quando fu stanco di montarlo e quando stava per venire, con il petto sudato si sfilò il preservativo e gli portò subito il cazzo alla bocca, senza farsi toccare; gli schizzi di sborra arrivarono sulle labbra di Giorgio Reali che percepì il calore del liquido dolciastro, il piacevolissimo spruzzo abbastanza fluido e in gran quantità, prima sulle labbra e poi nella bocca; non poté prendergli la cappella sborrata in bocca, purtroppo; il trans, dopo avergli sborrato tre abbondanti spruzzi di sperma con aumentato volume, si tolse da sopra e si mise in piedi accanto all’altro trans, era tutto tremante per quell’orgasmo, non riusciva a controllare il tremore.
Le inculate si danno e si prendono. Video trans in cui l’inculata il trans stavolta la prende, e si fa inculare proprio dal collega dell’avvocato milanese Massimo Mussi; era Massimo appena rientrato a Milano dopo le inculate e i viaggi con i trans nel sud est asiatico. Aveva appena fatto il culo a una puttanella rimorchiata al go-go girl bar e non era andata per niente bene. Ecco perché voleva rifarsi con video trans e con inculate vere ti trans con pene grosso e grande volume di sperma. E così prese a vedere video trans a raffica e dipoi rispose a un paio di annunci transex e organizzò qualche appuntamento; gli costò gli ultimi risparmi della sua zia puttana, ma ne valse la pena; purtroppo non lo incularono e neppure gli sborrarono in bocca. Trovò un trans che voleva farsi inculare lui, e così lo incularono a turno, prima Massimo e poi Francesco Paolo Mazzei suo collega. Come nel video trans, niente a che vedere con quelle inculate senza preservativo nella cameretta di fronte al go-go bar; inculata senza resistenza, certe puttane sono anche dolci e disponibili e si fanno fare tutto senza problemi. Ma il vizio dell’inculata con ostacolo è che c’è l’ostacolo; e in quel posto di merda dove si era trovato a riparare il Mussi, le donne pareva non cagassero mai prima di andare a farsi scopare; e interveniva sempre che, ogni volta che le inculava, si sporcava; a metà dell’inculata iniziava già a sentire la puzza di merda; e non si trattava di odore, capito, leggero, misto al profumo vago del lubrificante; no, era proprio una puzza pestifera che lo induceva anche a domandarsi che cazzo si fossero mangiate ste bagasce per destino che passavano il tempo solo a mangiare e a scopare; sicché lui tirava fuori e andava a stare mezz’ora sotto la doccia cercando di lavarsi il cazzo tutto smerdato da quella ignorante puttana che si fa inculare senza aver cagato prima. I Trans queste cose le sanno, sono più intelligenti delle puttane del go-go bar e le puttane che lavorano per loro, vengono sempre anche ben educate da succhia-cazzi esperti.
Sapeva bene come fare pompini col culo quel transex conosciuto attraverso gli annunci trans e rivisto nel video trans. Poteva farsi inculare per un’ora di fila senza che gli uscisse altro dal culo che il vago profumo del lubrificante a base d’acqua usato per incularlo e fargli scivolare il cazzo profondamente dentro il buco del culo, nello sfintere anale interno e nel retto. Mica come quelle puttane povere di quel posto lercio in cui si era imboscato per cercare di sopravvivere con gli ultimi avanzi dei risparmi raccolti dalla zia puttana che era rimasta a Milano per curare un sito web di merda con dei video trans e con i suoi video porno di puttane giubilate in pensione senza la pensione; Gilda, così si faceva chiamare, e si chiamava, la vecchia bagascia della zia di Massimo Mussi. E a volte, dopo aver tracannato una cassa di birra la notte precedente, Massimo si domandava come mai che povertà e ignoranza andavano sempre di pari passo? Perché la gente povera di quell’isola doveva anche essere sporca, perché doveva essere anche ignorante, oltre che miserabile? Quale dramma era iniziato per primo, la povertà o l’imbecillità? La povertà o la sporcizia? Mussi era un avvocato sostanzialmente privo di cause e quindi non si prospettavano entrate di denaro nel prossimo futuro nelle sue casse vuote. Si dette a selezionare video trans per fare delle belle inculate, per inculare e farsi inculare, senza spendere troppo; in quell’isola, con una cifra corrispondente a dieci euro era anche possibile caricarsene due che venivano volentieri a farsi inculare, a inculare e farsi fare un video trans amatoriale per poi spruzzare belle sborrate a zampilli in bocca al Mussi o al suo amico e collega Mazzei. Tuttavia, era anche inciampato in qualche libro intelligente, gli era capitato qualche volta, nelle rare occasioni in cui si metteva a leggere; e aveva imparato che la miseria non è una conseguenza necessaria dell’indolenza della gente povera; quella gente era povera e indolente, si; ma non era l’indolenza la causa principe della loro povertà. Come era accaduto per alcuni altri paesi sfortunati del sud est asiatico, la povertà del dopoguerra era sostanzialmente una condizione invariata. E Mussi cominciava anche lui a credere che ci fosse una volontà precisa da parte dei governi statunitensi di tenere gli altri paesi in povertà; quelli che riusciva a tenere, ovviamente; non gli riusciva bene per nulla con la Cina ma gli era riuscito con l’Unione Sovietica. I motivi per cui ci fosse un interesse imperialista a tenere povera la Russia, poteva anche capirli il povero Mussi; ciò che non capiva era quale fosse il vantaggio a tenere paesi molto meno armati come quelli sfortunati del sud est asiatico, sull’orlo della crisi per fame. Come fanno i ricchi ad arricchirsi di più tenendo i poveri poveri e impoverendoli? Queste erano le domande che Massimo continuava a ripetersi in quei giorni di birre e di inculate. Aveva capito che eran poveri perché qualche governo li voleva poveri ma non riusciva a capire il movente. Che vantaggio c’era a impoverire nazioni piccole e miserabili? Dove era il guadagno? Quando si incula, l’inculata produce vantaggio sia per chi incula che per chi si fa inculare. E non si sa chi gode di più, se chi si fa inculare o chi mette il cazzo dentro il buco del culo per prima; è una cosa benefica sia per chi incula che per chi si fa inculare. Ecco che l’arte di inculare è un’arte intelligente; non si poteva dire la stessa cosa per la politica estera statunitense dell’ultimo secolo.
I video trans piacevano anche a Michele Spina. Aveva visto talmente tanti video trans che le inculate le conosceva tutte a memoria e gli rimaneva solo di provare a prendere qualche inculata per davvero, in carne e dal vivo, con relativa sborrata in bocca e pompino fatto con il buco del culo. Michele Spina era un giornalista, anche lui era venuto in vacanza in quella lercia isola tropicale dove si era imboscato Massimo Mussi. MIchele faceva il giornalista part-time; sei mesi all’anno scriveva pettegolezzi e puttanate sul corriere della sera e su altri giornali sovvenzionati dal governo italiano, tipo Unità e Manifesto, e gli altri sei mesi li passava in una specie di gabbia che usava come appartamento per inculare e scopare almeno 3 volte al giorno tutti i giorni. Ci fosse stata una notizia scritta che potesse essere creduta; ci fosse mai stato un giornalista in Italia e nel mondo occidentale, che avesse modo di scrivere cose utili o intelligenti; impossibile, ma per fortuna negli ultimi anni si è sviluppata la rete web e allora se uno vuole conoscere alcuni fatti veri, anziché andare appresso ai pettegolezzi e alle cagate dei giornalisti, poteva tranquillamente trovarle in rete; mentre Michele Spina si faceva fare i pompini, le inculate e le sborrate nella bocca e nel culo, i suoi compari americani andavano nei bar delle puttane a chiacchierare e annegare nella birra la consapevolezza di essere stati ridotti a baraccati per tutta la vita. Belle inculate, grandissime inculate. Fare i ricchi con i poveri; un ex marine azzoppato che ha per moglie una puttana rifatta con le tette finte, che si diverte a intrattenere amici facendo spogliare sua moglie e facendole mettere una bottiglia di birra nella figa, o facendole fumare una sigaretta con la figa, uno così deve per forza avere le rotelle bruciate al posto del cervello. Ma queste erano le categorie di persone che si incontravano in quell’isola; gente che poteva vivere bene con una pensione di invalidità di un migliaio di dollari più o anche meno. Fatto sta che viveva egregiamente se paragonato con la gente del luogo, che viveva stipata in baracche prive di acqua corrente. Certo, rispetto a loro erano signori; probabilmente se fossero rimasti in patria avrebbero fatto una vita ancora più miserabile. Per come la vedeva Michele Spina, persino lui era signore, perché poteva permettersi di sgridare la cameriera quando gli portava il pollo fritto non completamente cotto o perché poteva farsi venire a prendere da un indigeno con l’ombrello quando pioveva e non voleva usare il suo. Si sentiva signore perché aveva la comodità della macchina; un’auto di merda che se la offri a qualche marocchino in Italia si rifiuta di salirci, Michele Spina l’aveva pagata un migliaio di dollari ed era ben superiore al valore di rottamazione. Si era messo da parte un sacco di contante dai bei tempi in cui era socio e amministratore di quella bella azienda romana piena di teste vuote. E ora si riduceva a spendere mezzo anno secco con video trans, scopate, inculate e sborrate su quell’isola piena di malati di mente e di miserabili sfruttati e ridotti in miseria dalla politica imperialista dei vari governi statunitensi dell’ultimo secolo. Trans, inculate, sborrate, video trans, pompini, inculare e poi farsi inculare; quanto si poteva andare avanti senza posa? Sei mesi fra baraccati, spiagge di merda e video trans con inculate e sborrate? Come cavolo faceva, soprattutto tenendo conto della cifra di cui poteva disporre in Italia se avesse voluto farsi una vacanza in un posto meno squallido. Non si può vivere solo con video trans, inculate, sborrate e scopate; ci sarà pure qualcos’altro nella vita. Paesaggio squallido, ambiente pericoloso, certo rispetto all’Italia di Napoli e Palermo è molto relativamente pericoloso. Puttane ovunque; bar, ristoranti, go-go bar, solo ed esclusivamente prostituzione a basso costo e di basso livello; e lui pensava di essere ricco?
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Non che le interessasse di dar loro da mangiare, a lei interessava solo un uomo accanto, anche uno straccio d’uomo alcolizzato e sdentato, uno che non la facesse sentir sola la notte e a cui poter succhiare il cazzo moscio di tanto in tanto. Chi ha conosciuto la fame atavica di cazzo delle donne indonesiane e il loro bisogno di leccare un maschio a tutti i costi, chiunque sia e ovunque si trovi, sa di che parlo. La straordinaria sudditanza che hanno le donne indonesiane verso il maschio è paragonabile solamente alla sottomissione che gli uomini italiani hanno nei confronti di tutte le fiche e di tutte le femmine. Wida era destinata a diventare una di quelle che si vedono nei film porno e nelle foto porno, con quell’orribile tatuaggio a farfalla che si era fatta fare sopra le sue enormi chiappone da sudamericana che non era; era destinata a fare video porno amatoriali e a farsi inculare cinque volte al giorno tutti i giorni, dimostrando una flessibilità nel buco del culo che era come quella delle casse del bilancio dello stato. Si aprono ed entra qualsiasi grandezza di coso per inculare. In quel tempo però non lo sapeva, aveva 14 anni quando la madre finalmente si trovò il nuovo convivente e – vedendo che lui iniziava a fantasticare sulle sue chiappe aggressive come vuole il culo di una adolescente – decise ben presto di sbarazzarsi di lei e con una scusa la cacciò di casa. Così Wida si ritrovò a dover dormire sui marciapiedi dell’orto botanico di Bogor, arrangiandosi per due anni a disegnare cartoline e a venderle ai turisti olandesi e tedeschi, venuti in Indonesia per il solo motivo di inculare, scopare e fare del gran porno e gran attività di sborrate pornografiche con ogni tipo di prostituzione immaginabile. Dopo due anni a far cartoline trovò un tetto dove dormire, nel frattempo, a fianco ai suoi amici e colleghi che disegnavano santini sui marciapiedi assieme alle cartoline, aveva imparato a biascicare qualche parola di inglese. Il primo tetto lo ebbe da un canadese sposato che la assunse come baby-sitter. La solita stupida storia. Il marito vuole la baby-sitter per i suoi bimbi. Il primo bimbo, naturalmente, è quello che ha in mezzo alle gambe. La moglie è troppo impegnata a far compere e a farsi rimorchiare da qualche altro occidentale nei centri commerciali di Jiakarta, il marito si trova da solo con la bambinaia e se la incula. O meglio no, diciamo che la scopa. Non la incula e non fa foto porno o video porno con lei. A questo, a fare con lei dei video porno e delle bellissime foto porno, prima che si facesse fare quell’orripilante tatuaggio a forma di enorme farfalla sopra il dolcissimo spacco fra le natiche, e a insegnarle l’arte del sesso anale e di come farsi inculare e venire con il culo, a questo pernsò più tardi Bruno Arquati. Quindi la dolce e simpaticissima Wida, scura come una indigena, culona e tettona, alta, spalle larghe e nerissimi capelli neri di bellissima e lucidissima pece nera, dovette aspettare che Bruno venisse a Bali per compensare l’assenza del suo marito olandese cornuto e del suo amante canadese rientrato in patria. Non è come si vorrebbe che, appena conosciuti, Bruno Arquati e Rani Widayanti – perché questo è il vero nome di quella attrice di film porno – fossero corsi subito a letto a fare una bella galleria di foto porno.
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Mentre la bella femmina orientale si prende il piacere dal cazzo del transex del sol levante, il tenente Balestrino usa la sua video camera digitale – che all’epoca nemmeno esisteva – per fare un video porno gratis da far vedere alla bagascia di sua moglie nell’inutile tentativo di farla eccitare. Non c’era rimedio, ogni sera aveva male alla testa oppure un’altra scusa per non farsi scopare da quel ritardato di Cisco con le cosce spesse come i prosciutti del Crudo di Parma e le palle sempre mosce. Francesco Balestrino era figlio di una puttana e di uno o più campagnoli sardi….
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Sul Transex si impalò subito la mega-figa giapponese che si voleva scopare Farncesco Balestrino detto Cisco. Lui dovette stare a guardarla e a fare il video porno gratis con la sua camera digitale – che a quel tempo manco esisteva – mentre lei si prendeva il cazzo grosso in figa e se lo succhiava con la fica come se stesse facendo un pompino di gola profonda. Il transex giapponese sensuale non si avvedeva neppure della presenza ingombrante e invadente di quel degenerato del tenente Francesco Balestrino in cerca di nuove esperienze Gaye di cazzi da succhiare con il suo culaccio peloso. Continuava a scoparsi la femmina orientale godendo quasi come se si stesse inculando uno dei suoi transex di fiducia…;
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La figlia dell’oriente, la bellissima donna giapponese, sapeva bene cosa voleva. Cazzo, cazzo e poi ancora cazzo. Un cazzo bello, un palo sul quale inforcarsi con la figa e con il culo, un cazzone vero e sborroso di sborrate di sborra a getto lungo e continuo. Il tenente Balestrino era grosso, tozzo, robusto e mascolino, ma aveva la voce da cornacchia e le gambe troppo voluminose e pelose per piacerle. Le gambe del tenente Francesco Balestrino potevano essere tollerate solo dal transex negro che mediamente lo inculava ogni settimana. Oppure da sua moglie che, con il culo ancora infuocato dal marinaio che la inculava tutti i pomeriggi, lo guardava con aria indifferente, priva di quel naturale disprezzo e ribrezzo che un uomo con le cosce da porco normalmente ispira. Lui e Caprioli avevano le stesse gambe e lo stesso cuore del maiale. Ecco perché andavano d’accordo nei loro giochi da froci, nelle loro prime esperienze Gay ed ecco perché ad entrambi piaceva picchiare i ragazzi orfani che erano reclusi in quella topaia di collegio militare che era l’ONFA di Cadimare. La bellissima donna giapponese si impalò e preferì subito impalarsi sul cazzo di uno dei suoi amici transessuali giapponesi. Erano transex, erano mezze donne ma avevano cazzi grossi e potevano anche far felice una donna infuocata.
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Balestrino, durante quella meravigliosa settimana in cui lo yacht dei transex giapponesi era ormeggiato a Portovenere, aveva forcato il lavoro saltando due turni completi di 24 ore in cui era previsto essere di guardia e di picchetto. Il tenente Francesco Balestrino, detto Cisco dai suoi amici di doccia Gay del dopo partita, in verità spese un’intera settimana ospite nella casa che i transessuali gay asiatici avevano affittato proprio di fronte alla piazzetta centrale del porticciolo di Portovenere. In quella casa bellissima vi era anche una donna giapponese che Cisco si sarebbe scopato volentieri, visto che con sua moglie già dai primi mesi di matrimonio non poteva scopare essendo lei innamorata di un marinaio tarantino stanziato a La Spezia per 18 mesi che le faceva il culo tutti i pomeriggi. La bellissima femmina giapponese tuttavia, non sappiamo se volesse farsi scopare da qualche italiano oppure no, ed è cosa che possiamo lasciare irrisolta; il fatto sta che non voleva certamente farsi scopare da Balestrino. Non le piacevano il suo mento da idiota e le sue gambe tozze che lo facevano muovere sempre come un orso andicappato. E poi non le piaceva la sua voce da cornacchia; il tenente Balestrino era grosso ma aveva una vocina stridula che dava fastidio come il trascinar sedie in un’aula di scuola media per normali…..
Dolcissimi baci di sensuali transessuali asiatiche. L’allora tenente Balestrino sapeva come compensare la sua frustrazione di ufficiale fasullo, di marito cornuto, di calciatore mancato e di riuscito sadico torturatore di orfani minori.
Trovava momenti di tenerezza e dolcezza nei languidi baci di quei dolcissimi transessuali giapponesi che erano delle bellissime donne se non fosse stato per il particolare dell’uccello enorme che si ritrovavano e delle sborrate grasse e larghe che spruzzavano in bocca all’allora Tenente Francesco Balestrino, detto Cisco. Con baci dolci e languidi carezze da parte dei transex giapponesi – baci e carezze ben ricambiate nonostante fosse corpulento e rozzo – Francesco Balestrino riusciva a svincolarsi dalle sue turbe e dai suoi complessi di colpa. Le sue inibizioni lo riconducevano alla realtà povera della sua condizione morale; le sborrate e le carezze dei transex giapponesi gli facevano ritrovare quel po’ di umanità che non trovava con sua moglie, con i suoi fratelli – che erano tutti assolutamente diversi da lui e per nulla sadici o prepotenti – con la sua famiglia di montanari e pecorai sardi e neppure con il suo uomo di fiducia – il maiale campano di nome Caprioli – con il quale per primo aveva provato a fare i giochetti Gay e i primi bocchini a quattordici anni scarsi.
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A La Spezia, al tempo in cui Balestrino era tenente, per andare a puttane si andava in via del Prione. Oggi si trovano solo puttane perlopiù africane e Balestrino ha ben capito che i suoi gusti sono troppo delicati per farsi menare il cazzo come una liana da lerce manacce nere. Cisco Balestrino preferisce inculare i transessuali che riesce a rimediare, visto che con sua moglie oramai non c’è più niente da fare. Ed ecco che, dopo aver sfogato i suoi istinti più meschini manando ragazzini adolescenti, lui, il tenente Francesco Balestrino, tozzo e robusto, ama prendersi qualche momento di gentilezza facendosi inculare dai transex e persino dai transessuali negri. Gli piace veder venire il cazzo e farlo sborrare, anche il cazzo nero; la sborra viene sempre fuori bianca e il trans negro è il più sensuale, dopo il transex giapponese. Anche Balestrino dovette ricredersi sul luogo comune secondo il quale il negro transex è più sensuale. E quando un groppo di transessuali asiatiche ormeggiò lo yacht a Portovenere il Tenente Francesco Balestrino smise di lavorare per un po’. Fu una settimana di sborrate e Cisco bevette tanta di quella sborra che il suo culo non ne aveva presa nella stessa misura. Per un certo periodo gli interrogatori che si tenevano sotto il suo patrocinio all’ ONFA di Cadimare, furono sospesi perché Cisco era troppo impegnato con i trans giapponesi…..
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Era venuto su facendosi seghe al bagno tutte le sere con il suo amico cretino Caprioli; però, a differenza di lui, Cisco Balestrino era riuscito a diplomarsi e a vincere il concorso per diventare ufficiale di complemento. Il tenente Balestrino, che a volte la sera si divertiva ad organizzare interrogatori per far picchiare i ragazzi orfani ospiti del collegio militare che gli stavano antipatici. Di giorno organizzava partite di calcio, correndo con una lentezza impressionante grazie alle cosce grosse e al culo pieno e massiccio che aveva messo su. La sera si eccitava con gli interrogatori in cui militari adulti – fra i quali primeggiava il porco di Caprioli – riempivano di sberle e di cazzotti i poveri malcapitati che venivano prelevati dai loro letti nel sonno e trascinati in pigiama nella stanza riservata all’ufficiale di picchetto. Quando era di picchetto il tenente Francesco Balestrino la stanzetta veniva usata per gli interrogatori e gli atti di violenza sui minori. Poi, eccitato, Balestrino rientrava verso casa, da Cadimare a La Spezia, e durante quei sette chilometri di curve gli veniva in mente che se fosse andato a casa subito sua moglie non si sarebbe fatta certamente né inculare e né scopare. Già allora sua moglie si faceva scopare da un marinaio stanziato a La Spezia, tutte le volte che il marito era fuori a sfogare la sua prepotenza sugli orfani dell’istituto: ONFA di Cadimare. Così al tenente Balestrino restavano due alternative: la vecchia bagascia di porto italiana, il transessuale oppure la puttana nigeriana con le manacce callose e nere. Balestrino era un sadico degenerato ma non uno stupido. Ovviamente optava per i transex. Ed ebbe un periodo fortunato in cui gli capitò un gruppo di transex Giapponesi che avevano ormeggiato proprio a Portovenere…
Video Porno e Trnsex, ecco l’unica scelta concreta che si presenta all’italiano medio se vuole scopare o se gli piace inculare. Se vuole andare a puttane si becca una senegalese o una camerunese che gli prendono in mano il cazzo bianco con delle manacce indigene e glie lo tirano come fosse una liana. Poi con il fazzolettino di carta per non sporcarsi le mani nere con il cazzo bianco. Balestrino non era cretino. Aveva avuto le sue prime esperienze gay nel collegio militare in cui era cresciuto, si era fatto grosso, tozzo e prepotente. Amava picchiare i ragazzi adolescenti che non potevano difendersi davanti alla sua imponente stazza – grazie al cazzo lui aveva già più di 22 anni e loro si e no ne avevano 14 o 15 – amava il calcio - nonostante fosse lento e avesse le gambe troppo pesanti - perché gli piacevano i momenti di relax dopo la partita, nelle docce, dove poteva vedere i cazzi degli altri giocatori e con qualcuno a volte riusciva anche a tardare e a restare solo nella doccia. Due cazzi bagnati in doccia dopo la partita a volte si arrizzano facilmente.
A cazzi nudi che si spingevano quando ancora non sborrava.
In seconda media Balestrino e Caprioli si ritrovarono un giorno l’uno sull’altro per gioco come tante volte a fingere di scopare. Il fatto sta che stavolta avevano i pantaloni slacciati e i cazzi di fuori si strusciavano l’uno contro l’altro con una meravigliosa pressione di spinta. Caprioli gli stava sopra e a volte si alzava un poco per prendersi il cazzo durissimo e puntargli la cappella contro le palle, alla ricerca di qualcosa di morbido, come per avere la sensazione di infilare il cazzo in un posto caldo, come a scopare in qualche modo; immaginando forse di infilarlo in un figa. Ma non era una fica, era lo scroto di Balestrino che si eccitava come una bestia vedendo certe manifestazione di acuta intelligenza del suo compagno di scuola che normalmente era un perfetto idiota. L’idea di spingergli la cappella fra le palle era una iniziativa che dimostrava intraprendenza e immaginazione, caratteristiche tipiche di una persona intelligente. Caprioli tutto era tranne che intelligente. Comunque ebbe anche lui alcuni momenti di meravigliosa lucididità e questo era uno di quelli. Ce ne furono altri che andremo a vedere approfondendo la conoscenza delle avventure con i cazzi di Balestrino prima del matrimonio e dipoi. Per ora basta sapere che la prima prova del suo acume l’aveva dimostrata mentre si prendeva il cazzo e lo spingeva come a scopare contro le palle morbide di Balestrino….poi d’un tratto entrò un altro compagno di scuola e li sorprese durante il loro giochino; sto stronzo, anziché unirsi al gioco e tirar fuori subito il suo cazzo, iniziò a far loro una predica stupida, ipocrita e inutile. Dovettero interrompere e restarono tutti e due con una voglia pazzesca di scopare. Se avesse potuto sborrare, Balestrino sarebbe corso al cesso a farsi subito una sega. Purtroppo non era mai venuto prima dei dodici anni e non sborrava, non sapeva nemmeno come fare a farsi le pippe per avere l’orgasmo. Sentiva il cazzo duro, una gran voglia e degli strani crampi addominali di ghiandole che iniziano a voler secernere sborra da spruzzare se solo un certo idiota si fosse deciso ad imparare come contrarre le cosce, le natiche e il buco del culo per poter farsi una sega con successo e finalmente spruzzare fuori la sborra. Transessuali con liscissima cappella gonfia. Come resistere a leccarla e farla spruzzare di dolcissima sborra transex? Esperienze indimenticabili per Cisco Balestrino che ormai non aveva piacere con sua moglie e non poteva più rintracciare il suo compagno di scuola per riprendere con i pompini e le inculate. Cisco aveva un compagno di scuola alle medie che non gli era molto simpatico; si chiamava Caprioli, era di Monterotondo ed era un grandissimo deficente ignorante. Tuttavia lo faceva ridere ogni tanto e per gioco, strusciandosi i pantaloni l’uno contro l’altro, iniziarono a spingersi contro i cazzi duri fino a che dai e ridai uno dei due se ne venne negli slippini. Fu imbarazzante ma non si dissero parole e la cosa non si poteva sapere per certa, solo quello dei due che era venuto sapeva di essersi sborrato addosso, l’altro non poteva saperlo con certezza; l’unico indizio era il fatto che il suo amico avesse d’improvviso interrotto il gioco e si fosse levato, lasciandolo con una gran voglia e il cazzo gonfio fino a fargli male. O era venuto pure lui? Erano venuti assieme? Non si può escludere.
Sborrate vere di sborra ricca e fludia per il giornalista Enrico Costa che, licenziato dal rotocalco di preti per il quale lavorava a causa delle sborrate che faceva sul pc del rettore guardando i video hard porno transex di www.marcelladoccia.net, decise di darsi alle pazze gioie facendosi inculare e sborrare in bocca da tutti i transessuali che incontrava per la via. Video hard gratis selezionati da Marcella Doccia.
Film porno gratis delle cento e due storie zen sui viaggi in oriente del giornalista Enrico Costa e delle sue esperienze filo omosessuali con i transex. In Italia, stufo di farsi prendere per il culo da quelle puttane bagasce pensionate senza pensione che dominano la scena anche con le chat erotiche italiane, Enrico Costa decise di rivolgere le sue attenzioni ai transessuali. Se ne vedono parecchi un po’ ovunque in Italia e il loro successo è pienamente giustificato, visto il clima di repressione che in Italia si vive da sempre. E’ un fatto strano che in un paese con la voglia di scopare e di inculare come l’Italia, sia così difficile trovare una puttana onesta e intelligente; per il momento non resta che ripiegare sui transessuali che, perlomeno, hanno voglia di scopare e sono bravi sia a inculare che a farsi inculare. Il giovane sindacalista romano Francesco Paolo Mazzei, non poteva perdere l’occasione quando, frustrato dalla sua ultima causa persa e profondamente depresso, vide in strada una bellissima donna che aveva un vestitino da sera corto dal quare sarebbe stato facile far venir fuori una bella e sborrosa sorpresona di carne. Video Porno Transex. Cazzi molesti per il giornalismo ieratico, parola di Enrico Costa.
Pompini Transex e pompini col culo, inculate fino in fondo. Imparare a inculare singinfica imparare a scopare fino in fondo dentro al buco del culo fino in fondo.
Una verità oramai chiara anche a Francesco Balestrino che oramai per anzianità dovrebbe aver raggionto perlomeno il grado di colonnello. Stando in aeronautica Balestrino aveva iniziato a giocare con il cazzo del suo compagno di banco dell’ITIS ancora dal primo anno. Iniziarono per gioco e poi continuarono fino all’età adulta. Poi Francesco si sposò e perse di vista per un po’ di tempo il suo amico di giochi segreti. Fino a che…
Enrico Puttana Dimissioni 3
DIMISSIONI SUBITO ACCETTATE DA MEDIASET, E ANZI ACCOMPAGNATE DA UNA BREVE NOTA DI COMMIATO CHE TITOLAVA: “E STI CAZZI?”
Va in onda il Video Porno Amatoriale, Mentana: «Mi dimetto»
Il conduttore di Pompini & Salute: «Il palinsesto non è cambiato, me ne vado a casa a vedere qualche video porno gratis»
ROMA – Pompini col culo a Mediaset
Enrico Mentana annuncia che martedì rassegnerà le dimissioni – molti si domandano il perché non lo faccia da subito – da direttore editoriale di Inculare, la nota rubrica para medica sul sesso anale, per protesta contro la decisione della valletta Susanna Menacazzi di rifiutarsi di fargli i pompini durante le registrazioni.
DIMISSIONI ACCETTATE – Prima ancora che le dimissioni, come ha detto lo stesso Mentana, fossero formalizzate martedì mattina, sono state accettate dal direttore generale informazione di Mediaset, Mauro Crippa (anche lui innamorato della stessa valletta ma con un problema che il cazzo gli si ingrippa). Una breve nota di commiato arrivata immediatamente dopo la prima manifestazione di stizza del conduttore, titolava: “E STI CAZZI?” e lo invitava ad andar fuori dalle palle spontaneamente e da subito o lo avrebbero fatto cacciare fuori dall’azienda a calci nel culo senza nemmeno dargli altro tempo per preparare le valigie.
«NON ESISTONO SOLO LE SCOPATE» – «Non è così – ha detto Mentana – che si fa informazione su una grande rete nazionale. Non esistono solo le scopate e le Puttane, ci sono anche le inculate, i pompini, i racconti erotici di Marcella Doccia, il video porno amatoriale, le sborrate di sborra fluida e le sborrate di sborra appiccicaticcia. Simili scelte tolgono godimento anale a chi le compie, e personalmente non ho nessuna intenzione di scoparle.
NIENTE POMPINIX – Crippa – quello col cazzo che si ingrippa – prende infatti atto delle dimissioni di Mentana, e sottolinea anche che se si fosse tolto dai coglioni prima, probabilmente Mediaset avrebbe nutrito meno puttane dilettanti e più giornalisti – cioè pettegoli – professione. Subito dopo ha annunciato di voler andare a casa a vedere quale concorrente era stato inculato nell’ultima trasmissione del Grande Sodomizzatore Fraterno
Puttana Nigeriana Stuprata
Stupri e inculate. Arrestati 4 giovani avvocati. La vittima inculata e poi scopata a una festa. Coinvolti altri 5, non imputabili: sono state rinvenute tracce di sborra ma non degli sborratori.
ROMA – Si fa sempre più cupo il quadro dell’inchiesta sullo stupro di una puttana nigeriana di 44 anni da parte di un gruppo di giovani avvocati. Uua ordinanza il gip del tribunale degli avvocati minorati e ritardati di Roma a proposito dei quattro avvocati romani impazziti, tutti con un’età compresa tra i 34 e i 77 anni, arrestati con l’accusa di violenza sessuale di gruppo – per aver inculato e scopato con pompini e sborrate con ingoio la puttana nigeriana – parla di «avvocati lasciati a se stessi, abituati a rapporti ambigui al consumo smodato di alcol e video porno amatoriale gratis, soggetti a pulsioni animalesche». Le indagini, intanto, stanno rivelando una vicenda ancora più raccapricciante di quanto già emerso domenica.
ALTRI CINQUE AVVOCATI COINVOLTI – La vittima dello stupro, la 44enne e grassa nigeriana Cita Banana, dopo essere stata invitata a una festicciola organizzata da una vecchia bagascia giubilata di nome Gilda Piedone, è stata fatta ubriacare e poi seviziata, scopata e inculata in modo cruento. Alla festa erano presenti almeno una quindicina di avvocati, quindi come minimo se la sono inculata cinquanta volte. Ne sono stati arrestati quattro. Nello stupro sarebbero coinvolti altri cinque avvocati, non imputabili perché non si sa chi siano né dove siano andati. Dopo le sevizie, i pompini e le inculate, la vittima è stata trovata dalle amiche seminuda su un divano in uno stato di semi-incoscienza, ricoperta di sborra come una torta al cioccolato glassata. Subito dopo lo stupro, la 44enne nigeriana che non ha permesso di soggiorno, («tutto a posto, roba da niente» avrebbe confidato a un cugino mandingo), è stata accompagnata in aeroporto con un foglio di via. Assieme alla niegeriana si sono riunite in una stanza dell’aeroporto scalcinato Leonardo Da Vinci una quarantina di puttane nigeriane e camerunesi e hanno iniziato a cagare per terra in segno di protesta contro le autorità di polizia di frontiera. Hanno poi organizzato un sit in sulla merda e si sono cosparse il corpo con gli stronzi che avevano appena cagato. Gli agenti di polizia non sono stati in grado di caricarle sull’aereo cargo della Banane Airlines sul quale erano destinate e il capitano, quando ha visto che aria tirava – una gran puzza di merda – ha acceso i motori ed è partito scarico per una destinazione tutt’ora sconosciuta.
«VICENDA SCONCERTANTE» – «Si tratta di una vicenda sconcertante – ha detto il brigadiere dei carabinieri stanziato all’ambasciata italiana di Pechino che, avendo da poco imparato a leggere, commentava la notizia sul quotidiano distribuito gratis agli impiegati che non sanno come ammazzare il tempo in ambasciata -.
